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GIRO DEL CATINACCIO |
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a- RIF. CIAMPEDIE-RIF. GARDECCIA-RIF. PREUSS-RIF. VAIOLET-RIF. RE ALBERTO-RIF. PASSO SATNER
b- RIF. CIAMPEDIE-RIF. GARDECCIA-RIF. PREUSS-RIF. VAIOLET-RIF. PASSO PRINCIPE-RIF. ANTERMOIA-BAITA LINO BRACH-RIF. MICHELUZZI
Questo itinerario consente di toccare quasi tutti i rifugi del Catinaccio e può essere suddiviso in due parti, che hanno in comune l'arrivo all'ingresso delle Porte Neigre. Anche i modi di arrivo al Rifugio Gardeccia (1950 m)sono molteplici:1)prendendo la funivia del Catinaccio a Vigo di Fassa si arriva sul pianoro del Rifugio Ciampedie(2000m), da cui si gode di un bellissimo panorama. Da qui un comodo sentiero pianeggiante o leggermente in discesa conduce fino al Rifugio Gardeccia. 2)prendendo due tronconi della seggiovia di Pera di Fassa e poi prendendo la seggiovia Cigolade, si arriva in cima ad un prato dove si incontra il sentiero n°540 proveniente dal Rifugio Cimpedie che porta al Rifugio Gadeccia. 3)usufruendo dei pulmini-navetta che partono da Pozza di Fassa e che in venti minuti circa portano fino al Rifugio Gardeccia. Giunti qui, dietro al rifugio si imbocca il sentiero carrozzabile n°546; all'inizio supera un dislivello di un centinaio di metri con ripidi tornanti, poi prosegue pianeggiante fino a giungere sotto all'enorme bastoine roccioso in cima al quale si intravede il piccolo Rifugio Preuss (2243m). Ora bisogna salire! Il sentiero prosegue ripido ma molto largo, con alcuni tornanti, tagliando i ghiaioni del Catinaccio e giungendo, circa 45 minuti dopo la partenza dal Rifugio Gardeccia, al Rifugio Preuss e al retrostante Rifugio Vaiolet(2243m), situati all'ingresso delle Porte Neigre. Da qui i due itinerari si dividono.
a- Dietro il Rifugio Vaiolet si prende il sentiero n°584, ma dopo poche decine di metri si piega a sinistra sul sentiero n°542. All'inizio esso procede a mezza costa su di un misto fra erba e rocce, con qualche piccolo tornante e qualche gradino roccioso (Foto). Poi il sentiero tende a scomparire fino a diventare una traccia segnalata in rosso tra le rocce (Foto). Superata una prima parte abbastanza semplice, si ritrova poi un doppio cordino metallico che aiuta la salita (Foto). Dopo questo tratto il cammino spiana leggermente attraversando in orizzontale la gola del Gartl con qualche semplice roccetta per poi riprendere con un altro cordino che aiuta a rimontare sul versante opposto (Foto); si tratta di un passaggio piuttosto ripido in cui è necessario fare parecchia forza sulle gambe. Un terzo tratto cordato supera un piccolo traverso (Foto), forse il passaggio più tecnico della salita, dove lo spazio di appoggio per i piedi è piuttosto esiguo. Dopodichè si continua la salita tra le roccette ritornando mano a mano sul lato opposto della gola. A questo punto le rocce scompaiono gradualmente e si ritrova un piccolo sentiero che con qualche ripido tornante (Foto) conduce finalmente al Rifugio Re Alberto I(2621m). Qui è obbligatoria una sosta per ammirare il bellissimo panorama delle Torri del Vaiolet(2813m) che sovrastano il rifugio. Poi si prosegue lungo lo stesso sentiero che gira intorno al piccolo lago retrostante il rifugio. Una traccia su ghiaia a pendenza costante (Foto) rimonta poi le pendici della Croda di Re Laurino (2813m), giungendo con un lungo rettilineo inframmezzato da piccoli tornanti fino a giungere al Rifugio Passo Satner(2750m); da qui si ha un bellissimo panorama sulla Val d'Ega, verso Bolzano.
*Non fatevi spaventare dal fatto che questo percorso è segnalato sulle cartine come "sentiero per esperti". E' sufficiente ragionare sugli appigli da utilizzare e su dove mettere i piedi affinchè la salita risulti facile e addirittura divertente. Persino la discesa non presenta alcuna difficoltà se affrontata con cautela.
b-Dietro il rifugio Vaiolet si prende il sentiero n°584; all'inizio sale abbastanza ripido, ma poi si esce su di una zona pianeggiante con un fantastico panorama su tutta la Valle del Vaiolet e sul Catinaccio d'Antermoia (3004m). Terminata la parte pianeggiante, qualche tornante aiuta a riprendere quota (Foto) fino ad arrivare al Rifugio Passo Principe(2601m). Dal piccolo rifugio si prosegue ungo il sentiero n°584, inizialmente in leggera salita, che attraversa un ampio ghiaione. Successivamente la pendenza aumenta e una serie di stretti tornanti (Foto) permettono di raggiungere il passo Antermoia, a 2769m. Dopo aver ammirato il meraviglioso panorama sull'intero gruppo del Catinaccio, inizia la discesa: il primo tratto attraversa un piccolo ghiaione per poi perdere rapidamente quota con ripidi tornanti tra le rocce (Foto); in circa un quarto d'ora si raggiunge l'ampia vallata dove sorge l'incantevole Lago d'Antermoia, con il vicino Rifugio Antermoia (2497m). Ora vi sono tre possibilità di discesa: Le prima due, cioè le discese dalla Val Udai fino a Mazzin o della Val di Dona fino a Fontanazzo sono fermamente sconsigliate per la forte pendenza dei sentieri soprattutto nella parte finale, che potrebbe arrecare qualche difficoltà. La strada più comoda è quella che, attraverso il sentiero n°578, supera dapprima con una leggerissima salita (Foto) il Passo di Dona(2516m) e poi comincia la discesa su un grande ghiaione (Foto) attraverso un sentiero a tornanti molto ben tracciato e segnalato. Terminato il ghiaione, si tiene la sinistra superando il bivio per la Val di Dona e la Val Udai, fino al Passo Ciarègole(2282m), con uno splendido panorama sugli immensi prati dell'alta Val di Dona (Foto). Da qui si scende attraverso un sentiero un po' sconnesso ma privo di grandi difficoltà, e attraverso rovi e una vegetazione non molto "alpina" si giunge sulla strada della Val Duron, a un quarto d'ora circa dalla Baita Lino Brach(1900m). Superato il Rifugio Micheluzzi (1860m), la discesa per Campitello è la stessa descritta nell'itinerario 1.
Altimetria e cartina Itinerario A Altimetria e cartina Itinerario B
| DIFFICOLTA' |
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| FATICA |
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| PANORAMA | a
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| DURATA | a: 3 ore circa (andata e ritorno) | b: 5 ore circa | |
| Fotografie Itinerario A | Fotografie Itinerario B | ||