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Passo Fedaia-Cencenighe-Passo S.Pellegrino |
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Si tratta sicuramente di uno dei percorsi più impegnativi che ho avuto la possibilità di fare tra queste meravigliose valli dolomitiche, con i suoi 90 km di lunghezza, 1900 m di dislivello e una salita impegnativa come quella del Passo San Pellegrino affrontato da Cencenighe, che presenta pendenze fino al 18%!! Inutile sottolineare che occorre avere una ottima preparazione per poter affrontare al meglio questo tracciato anche perché si affronta il tratto più duro di salita quando si hanno già almeno 1300 m di dislivello nelle gambe e una eventuale crisi significherebbe proseguire a piedi con la bicicletta al fianco. Il percorso è ad anello e può essere iniziato da un qualsiasi paese della Val di Fassa; i Passi da affrontare sono il Fedaia (2057 m) da Canazei (1465 m) e il San Pellegrino (1918 m) da Cencenighe (773 m).
Partendo da Canazei si imbocca la SS 641 che risale dolcemente la parte più alta della valle attraversando i paesi di Alba e Penia. A questo punto inizia la salita vera e propria (7.5 km) che porta al Passo Fedaia; il primo tratto non presenta pendenze particolarmente impegnative e si raggiunge in breve il Pian Trevisan (circa 1700 m di altitudine). Si supera quindi una serie di quattro tornanti in cui si avverte immediatamente che le pendenze sono più elevate (7-8%); la strada si fa poi meno tortuosa ma ancora leggermente più impegnativa e si attraversano alcune gallerie che, essendo scavate solo parzialmente nel monte e sorrette esternamente da pilastri, permettono alla luce esterna di penetrare al loro interno illuminandole. Sono questi gli ultimi due km che conducono fino al Passo, dominato dal ghiacciaio della Marmolada e dal luccicante e limpido lago artificiale, costeggiato interamente dalla strada che prosegue pianeggiante prima di gettarsi in picchiata nell’altro versante. (Per maggiori dettagli su questa salita consulta il percorso relativo al Passo Fedaia). Naturalmente il consiglio è sempre quello di affrontare la prima salita a ritmi non troppo elevati, in modo da conservare energie preziose che potrebbero venire a mancare durante l’ultima ascesa. Come ordine di grandezza il tempo necessario per arrivare sul Passo può essere di circa un’ora da Canazei. Dopo una breve sosta sul Passo per godersi il paesaggio, riposare le gambe e magari reintegrare un po’ di calorie, si riparte e si inizia la lunga discesa verso Cencenighe (circa 27 km). In alcuni tratti la discesa è talmente ripida (Foto) e dritta che, se non si toccassero i freni (cosa che sconsiglio vivamente a qualsiasi cicloamatore), si raggiungerebbero anche i 100 km/h. Superata Malga Ciapela (1450 m) la discesa diventa pedalabile e prosegue in questo modo fino all’abitato di Caprile (1042 m) [Nota: all’altezza di Rocca Pietore (1143 m), pur continuando a seguire la strada principale, e quindi senza neanche accorgersene, si imbocca la SR 203]. Si prosegue in direzione di Belluno e, dopo circa 5 km quasi pianeggianti, si raggiunge il paese di Alleghe (979 m), caratterizzato dall’omonimo lago. Superato il centro abitato la strada torna di nuovo a scendere dolcemente per 8 km fin nei pressi di Cencenighe (Foto) che, con i suoi 773 m di altitudine, rappresenta il punto più basso dell’intero percorso. Si imbocca quindi a destra la SP 346 (Foto) in direzione di Falcade; da questo punto in poi sarà solo salita per 18.5 km, dapprima con poche curve fino al paese di Falcade (1140 m), risalendo dolcemente la Valle del Bios, e successivamente attraverso un lungo tratto ricco di tornanti che si arrampicano nel vero senso della parola quasi fino al Passo San Pellegrino. Per i primi 3 km la strada sale abbastanza facilmente: subito si incontra una galleria lunga ben 1140 m, che fortunatamente è ben illuminata e con una carreggiata molto larga. E’ tuttavia possibile (e lo consiglio a tutti) evitare la galleria percorrendo la vecchia strada (molto più stretta) che si snoda a sinistra prima dell’ingresso nel tunnel e si ricongiunge non appena questo è terminato. Proseguendo si giunge dapprima in località Mas (900 m) e poco dopo a Melat (960 m), dove la strada si impenna per qualche centinaio di metri; ma è solo un piccolo strappo che precede un tratto quasi pianeggiante. A Canale d’Agordo (971 m) si inizia a fare sul serio: per circa due chilometri le pendenze salgono intorno al 9%, talvolta anche qualcosa di più, fino al paese di Falcade (1140 m). Qui la strada spiana (Foto) e addirittura si può godere di un tratto di discesa, in cui far riposare un po’ le gambe e prepararle per il tratto più duro che è ormai alle porte. Dopo aver attraversato il centro del paese inizia una prima serie di tornanti che si arrampicano sul versante del monte alla propria destra. In pochi minuti si raggiunge Falcade Alto (1302 m), la parte più alta dell’abitato, preceduta da uno strappo circa al 10% (Foto). Mancano 6.5 km al Passo e 4 di questi sono veramente terribili!! Un breve tratto semipianeggiante permette di raccogliere tutte le energie residue e trovare la massima concentrazione. Superato Falcade Alto le pendenze si innalzano subito intorno al 10% (Foto), poi si entra in un bosco molto fitto e inizia una nuova serie di tornanti, inizialmente meno impegnativa del tratto precedente. I pedali riescono a girare abbastanza bene e si ha la sensazione di poter dominare tranquillamente la salita, ma si tratta di poche centinaia di metri, fino al raggiungimento del bivio per il Passo Valles (ci si mantiene sulla destra seguendo le indicazioni per il Passo San Pellegrino)….è l’inizio dell’inferno!! Per 3 km le pendenze si innalzano intorno al 15% (Foto) e la strada risale il bosco attraverso ripidissimi tornanti. E la presenza dei tornanti è una vera e propria fortuna, perché consentono di riprendere un po’ fiato. Quando si affronta il tornante dal lato più stretto bisogna sperare di non incrociare nessuna macchina che sta scendendo, in modo da potersi spostare sul fianco sinistro della carreggiata ed evitare così una rampa che sarebbe al 20%! La bici fa fatica ad andare ed non si riescono a superare i 9 km/h! Bisogna stringere i denti, fissare la ruota anteriore e pedalare il più regolari possibili, alzandosi al limite sui pedali nelle rampe più impegnative. Una crisi adesso vorrebbe dire scendere dalla bicicletta e continuare a piedi!! Dopo 2.5 km asfissianti pieni di tornanti si giunge su un tratto di strada abbastanza rettilineo e in lontananza sulla destra si vede un cartello stradale, che sembra indicare la pendenza della strada…18%!!!!! E non è una allucinazione da stanchezza, come si potrebbe sperare! Si tratta di circa 200 metri, dove la bici davvero non ne vuole sapere di andare su (non si superano gli 8 km/h)! Ma è l’ultimo sforzo poiché si vede poco più avanti che la strada spiana decisamente ed è il segnale che i 4 km terribili sono terminati. Le pendenze scendono intorno al 5%, il bosco si dirada e si aprono davanti agli occhi dei bellissimi prati (Foto). Mancano ancora 2 km al Passo e non si tratta di 2 km facili perché presto le pendenze si portano sull’8% o poco più e la strada è praticamente dritta. Tuttavia, se si hanno ancora energie, dopo aver affrontato i precedenti 4 km da paura non si hanno troppi problemi a superare questo ultimo tratto, che risulta molto più pedalabile.
Finalmente, dopo 1150 m di dislivello, un’ora e mezzo circa di salita e tanta fatica, si giunge vittoriosamente al Passo San Pellegrino (Foto), dove una sosta è d’obbligo. Il panorama offre alla propria destra il Gruppo del Costabella (2759 m) e la Cima Uomo (3010 m), alla propria sinistra il Col Margherita (2560 m) con in cima l’arrivo della funivia. Recuperate le energie, non rimane che godersi la bella discesa verso il paese di Moena (1200 m) ritornando quindi in Val di Fassa. Avendo iniziato il giro da Canazei non si è ancora terminato il percorso, rimangono ancora 17 km in cui bisogna risalire la Valle per un dislivello di 250 m. Non è certo una salita impegnativa e non mancano addirittura tratti in leggera discesa, tuttavia le energie residue non sono molte e un po’ di fatica è necessario farla. Tra le parti che salgono maggiormente menziono la salita che porta fuori da Moena, quella che da Soraga (1242 m) porta fino a Vigo di Fassa (1393 m) e quella che porta al paese di Mazzin (1373 m).
Alla fine del percorso la stanchezza è tanta ma vi assicuro che ancora di più è la soddisfazione per l’impresa compiuta.
Tempo effettivo: circa 4 ore e mezzo