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Passo Fedaia-Livinallongo-Passo Pordoi |
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Si tratta di un percorso ad anello che, partendo da Canazei (1465 m), ha una lunghezza di circa 68 km ed un dislivello complessivo di 1700 m, dovendo oltrepassare dapprima il Passo Fedaia (2057 m) e successivamente il Passo Pordoi (2239 m). Anche se i Passi da superare sono soltanto due, il dislivello è piuttosto elevato ed è quindi opportuno avere un buon allenamento per poter affrontare al meglio le varie asperità del percorso godendosi allo stesso tempo lo splendido panorama che si presenta davanti agli occhi.
Si imbocca la SS 641 che risale dolcemente la parte più alta della valle attraversando i paesi di Alba e Penia. A questo punto inizia la salita vera e propria (7.5 km) che porta al Passo Fedaia; il primo tratto non presenta pendenze particolarmente impegnative e si raggiunge in breve il Pian Trevisan (circa 1700 m di altitudine). Si supera quindi una serie di quattro tornanti in cui si avverte immediatamente che le pendenze sono più elevate (7-8%); la strada si fa poi meno tortuosa ma ancora leggermente più impegnativa e si attraversano alcune gallerie che, essendo scavate solo parzialmente nel monte e sorrette esternamente da pilastri, permettono alla luce esterna di penetrare al loro interno illuminandole. Sono questi gli ultimi due km che conducono fino al Passo, dominato dal ghiacciaio della Marmolada e dal luccicante e limpido lago artificiale, costeggiato interamente dalla strada che prosegue pianeggiante prima di gettarsi in picchiata nell’altro versante. (Per maggiori dettagli su questa salita consulta il percorso relativo al Passo Fedaia). Naturalmente il consiglio è sempre quello di affrontare la prima salita a ritmi non troppo elevati, in modo da conservare energie preziose che potrebbero venire a mancare durante l’ultima ascesa. Dopo una breve sosta sul Passo per godersi il paesaggio, riposare le gambe e magari reintegrare un po’ di calorie, si riparte e si inizia la ripida e lunga discesa (sono più di 15 km) verso Caprile. In alcuni tratti la discesa è talmente ripida (Foto) e dritta che, se non si toccassero i freni (cosa che sconsiglio vivamente a qualsiasi cicloamatore), si supererebbero anche i 100 km/h. Si prosegue quindi fino all’altezza del paese di Rocca Pietore (1143 m) lasciandosi alle spalle la Val di Fassa e, superato l’abitato, si imbocca sulla sinistra la SP 563 che, in poco più di 10 km, risale di circa 400 m fino a raggiungere la SR 48, nei pressi di Pieve di Livinallongo (1475 m). La SP563 è meno frequentata e consente, talvolta, di assaporare il silenzio circostante. La strada si presenta subito piuttosto impegnativa ma si tratta solo di qualche centinaio di metri, che sono seguiti da qualche km addirittura in leggera discesa. Buona parte del dislivello è concentrato negli ultimi chilometri, caratterizzati da tornanti che non presentano però pendenze superiori al 7%. In corrispondenza del bivio con la SR48 si svolta a sinistra e si affronta un tratto molto bello caratterizzato da diversi sali e scendi fino a circa 2 km dal paese di Arabba (Foto 1600 m); le pendenze si portano oltre il 5% e si capisce che sta per iniziare l’ultima ascesa. La salita “ufficiale” ha inizio una volta giunti nel centro abitato ed è lunga 9km. Ad esclusione delle prime rampe, dove le pendenze possono raggiungere il 9%, la salita procede in modo molto regolare, costantemente tra il 6 e il 7%. Così, anche se si iniziasse a sentire un po’ di stanchezza nelle gambe, è comunque possibile procedere regolarmente fino al Passo trovando un’andatura adeguata alle proprie energie residue. Fin dalle prime rampe è possibile vedere il Passo e gran parte della strada da percorrere sono visibili e,soprattutto se si è un po’ stanchi, si ha la sensazione di non arrivare mai in cima, nonostante che i km da percorrere non siano molti. Caratteristici di questa salita sono i 33 tornanti (Foto) di cui è composta, ognuno segnalato dalla relativa altitudine, che si susseguono talvolta nel giro di pochi metri. Tra le varie serie di tornanti sono interposti dei tratti pressoché rettilinei che però salgono regolarmente come il resto della salita e non presentano perciò particolari problemi. L’ulitmo km è forse quello leggermente più facile (Foto) e si capisce ormai che le difficoltà stanno per finire. Giunti al Passo Pordoi (Foto), la soddisfazione e il panorama ripagano di tutta la fatica fatta: balza subito agli occhi sulla destra il massiccio del Sass Pordoi (2950 m), facente parte del Gruppo del Sella, e sulla sinistra il Sass Becé (2397 m); davanti, in lontananza, domina invece il Gruppo del Sassolungo. Non resta che godersi la discesa finale che, attraverso numerosi tornanti, riporta nel centro di Canazei.
Tempo effettivo: 3 / 3.5 ore
Fotografie
Altimetria