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Padre Frumenzio Ghetta Demartin |
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Padre Frumenzio
Ghetta è sicuramente il più famoso storico e studioso della comunità ladina fassana ancora vivente.
Alberto Antonio Ghetta nasce a Vigo di Fassa l'11
febbraio del 1920. Dopo una formazione religiosa in varie località trentine tra
cui Rovereto frequenta il seminario di Trento. In occasione della vestizione nel
1938 assume il nome di Frumenzio, e circa dalla metà degli anni 40 inizia ad
assumere importanti incarichi presso i principali monasteri trentini. Nel primo
dopoguerra, durante il periodo dell'Aisciuda Ladina, le vicende storiche e
culturali della Val di Fassa sono accuratamente riportate dalle cronache del
monaco. Tutte le sue opere, tuttavia, non furono mai destinate al mondo
accademico, spesso in contrasto con il suo pensiero, ma scritte per la sua
gente, i suoi valligiani, che tuttora tiene nel cuore. Tra le sue fatiche più
famose è la "Raccolta delle memorie storiche della comunità di
Fassa" di don Luigi Baroldi, nonchè una serie di liriche e poesia, tra cui
quella che per me è la composizione più bella ed emozionante dell'intera
produzione letteraria ladina: "Colores de mia tera". Altri scritti e
raccolte di documenti della storia fassana a partire dal 500 si susseguono nel
corso della carriera di padre Frumenzio. Sempre impegnato anche sul fronte
politico, in difesa delle rivendicazioni ladine, partecipa spesso alla prime
trasmissioni della RAI ladina di Bolzano, nonchè fa parte del comitato di
redazione della rivista "Mondo Ladino", la rivista dell'Istitut
Cultural Ladin "Majon di Fascegn".