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La Pieve di S. Giovanni |
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Nella Val di Fassa la vita religiosa e sociale degli antenati ha sempre roteato intorno alla Pieve, vecchia istituzione della cristianità dei primi tempi, prima chiesa della valle, e allo stesso tempo centro amministrativo e giuridico di tutta la Comunità. Nelle Dolomiti si trovano tre di queste antiche istituzioni, che spesso hanno influenzato anche la denominazione dei paesi in cui si trovano: La Plì de Mareo (Pieve di Mareo) in Val Badia, con la sua chiesa dedicata a Santa Maria del Buon Consiglio; La Plié (Pieve di Livinallongo), con la chiesa dedicata a San Giacomo, e la Pieve di S. Giovanni di Fassa. Questa, ancora oggi, è considerata la Chiesa Madre di tutte le altre chiese della valle, da Penìa a Soraga, mentre Moena, già dai tempi sotto il vescovo di Trento, è sempre stata legata alla Pieve di S. Maria di Cavalese.
Nella Pieve di S. Giovanni sono stati battezzati per molti secoli tutti i bambini della valle; più tardi è stata costituita anche una parrocchia nell'alta valle: la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo di Campitello.
La chiesa della Pieve di Fassa si trova proprio nel mezzo della valle; si tratta del monumento storico e artistico più importante che la valle possiede.
Sembra che sotto la chiesa attuale ne fosse presente
una ancora più antica (820 d.C.), della quale sono rimaste due sculture, murata
dentro l'altare maggiore: un S. Michele e il Battesimo di Gesù. La chiesa è
stata consacrata dal vescovo Corradi il 13 settembre del 1489 ed è dedicata a
S. Giovanni Battista e Evangelista. Sopra il portale principale si trova lo
stemma del Vescovo di Bressanone (l'agnello). Sopra la porta della sacrestia,
invece, è dipinta la Vita di S. Giovanni, del 1498; sopra il vecchio
tabernacolo è poi rappresentata una Ultima Cena, mentre sulla destra si può
vedere un disegno del 1576 sulle scene della Bibbia. 
Il campanile della chiesa è alto 67 metri ed è uno dei più alti del Trentino; è stato costruito nel 1543, mentre l'orologio ha compiuto più di cento anni. Tempo fa sul campanile era presente un dipinto di S. Cristoforo, che ora si vede a fatica.
Il bellissimo fonte battesimale di marmo bianco è stato donato da Silvester Soldà nel 1534: egli era l'uomo di fiducia del Vescovo di Bressanone, valoroso guerriero nella guerra contro i Turchi, creatore anche della grande campana della Pieve.
Presso la chiesa c'era la casa del Pievano (dove oggi si trova la Majon di Ladins) e la moniarìa, presso l'attuale ufficio della Union di Ladins.
La Pieve di S. Giovanni è stata per molti secoli il riferimento della vita religiosa e sociale della Comunità di Fassa. Qui, dopo la messa domenicale, di organizzavano le riunioni nelle quali i procuratori della valle comunicavano alla gente gli i problemi e gli affari politici ed economici, che poi sarebbero stati discussi all'interno di ogni regola.
Sopra l'abitato di Vigo si trova poi anche la chiesa madre della Val di Fassa, la chiesa di S. Ugèna (Santa Giulinana, la patrona della valle), meta ancora oggi delle processioni dei valligiani.
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